“Si può fare”? … ma che cosa?

Lo slogan di Walter Veltroni è il “Si può fare” che ufficialmente prende spunto dal “Yes we can” di Barack Obama. Ma in realtà sappiamo da dove proviene: dall’esclamazione del dr Frankestein nel film capolavoro di Mel Brooks.

Mi ero ripromesso di non caderci, ma alla fine non ho resistito all’idea di comporre il mio manifesto elettorale… Leggi tutto ““Si può fare”? … ma che cosa?”

Firmiamo per i diritti delle donne

Tutti abbiamo letto con orrore della vicenda di Napoli di pochi giorni fa, quando agenti di polizia hanno fatto irruzione al Policlinco Federico II di Napoli sulla base di una telefonata anonima che denunciava un “feticidio” in corso. Gli agenti si sono precipitati nell’ospedale e hanno interrogato la donna appena uscita dalla sala operatoria per un regolare aborto terapeutico, intimorito e interrogato la degente vicina di letto e ritirato come prova tutto il “materiale fetale”.

È ormai evidente che è in atto un’offensiva oscurantista e bigotta, sostenuta dalle sfere clericali, che vuole limitare la libera volontà della donna e i suoi diritti acquisiti e rimettere in discussione la legge 194 sull’interruzione di gravidanza.

Possiamo firmare contro questa manovra oscurantista, affinché anche i nostri rappresentanti prendano una chiara posizione, perché – come recita l’appello delle promotrici – “appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza”. Chi si candida per governare, se vuole ancora il nostro voto, deve dire esplicitamente se intende combattere questa battaglia dalla parte delle donne.

Leggi l’appello e firma all’indirizzo: www.firmiamo.it/liberadonna.

Quale modello di sviluppo

Qualche giorno fa ho letto due articoli in linea con quello che penso e volevo approfittarne per mettere giù qualche riga a proposito. Tra l’altro non sono neanche apparsi su fogli sovversivi e clandestini, anzi.

Il primo l’ho trovato su una copia di GQ che mi è capitata in mano per caso: Moderni da morire di Alessandro Robecchi. Il secondo su L’Espresso che ho comprato per il volume sul ’68: Un nuovo socialismo di Giorgio Bocca. Leggi tutto “Quale modello di sviluppo”