Coronavirus e empatia

A me piace la fantascienza. Ovviamente questa emergenza coronavirus ha un sapore che mi ricorda molti romanzi che ho letto.

Negli anni passati mi era venuto in mente di scrivere un racconto o una satira fantascientifica in cui erano le popolazioni lombarde e venete a essere vittima di un qualche cataclisma (io pensavo all’esplosione di una delle tante testate atomiche che ci sono nella base di Ghedi a Brescia) e a cercare di fuggire verso il sud Italia e verso gli altri paesi, ma venire respinte e bloccate ai confini.
Mi sembrava una legge del contrappasso adatta alla chiusura mentale di questi leghisti che non vogliono in nessun modo aiutare profughi e migranti provenienti da Paesi stranieri.

In questi giorni di emergenza da coronavirus, molti abitanti del nord Italia sono praticamente fuggiti verso le regioni più meridionali. Hanno assaltato i tremi fermi nelle stazioni per partire. Hanno preso la macchina e sono corsi al mare, verso sud.

L’obiettivo della mia satira mai iscritta era ovviamente il pensiero del leghista/sovranista medio, che non è capace di empatia e non è mai riuscito a capire che chi fugge dalla guerra o da un Paese in cui non riesce a vivere dignitosamente e viene in Italia, lo fa per disperazione, perché ha paura, perché non sa dove andare.
Adesso spero che anche i leghisti, razzisti e sovranisti vari comincino a capire cosa vuol dire sentire la necessità di fuggire dalla propria casa, avere paura, non sapere dove andare e cercare ricovero in altri territori.

Tra le tante lezioni che ci darà questo virus, spero ci sia anche questa: imparare una volta per tutte l’empatia. Riuscire davvero a mettersi nei panni degli altri, di coloro che soffrono, che scappano, che hanno paura.
Perché non è che solo “noi” possiamo avere paura e avere il diritto a fuggire e andare in un posto migliore. Tutti hanno questo diritto, tutti i migranti provenienti da ogni parte del mondo. Persino i leghisti.

Qualche link per me interessante:


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