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	<title>eventuAlo.net » blog &#187; Opinioni</title>
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	<description>un blog vario ed eventualo</description>
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		<title>Risultati disastrosi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 20:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto un passaggio tratto da un articolo del manifesto di oggi (Poche liberalizzazioni, tanta ideologia di Ugo Mattei) che condivido. Un quarto di secolo di risultati disastrosi di liberalizzazioni, privatizzazioni e favori al complesso militare-finanziario-industriale responsabile del tracollo iniziato nel 2008 non è bastato ai professori per capire che occorre invertire la rotta e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto un passaggio tratto da un articolo del <em><a href="http://www.ilmanifesto.it/" title="www.ilmanifesto.it" target="_blank">manifesto</a></em> di oggi (<em>Poche liberalizzazioni, tanta ideologia</em> di Ugo Mattei) che condivido.</p>
<blockquote><p><strong>Un quarto di secolo di risultati disastrosi</strong> di liberalizzazioni, privatizzazioni e favori al complesso militare-finanziario-industriale responsabile del tracollo iniziato nel 2008 non è bastato ai professori per capire che occorre invertire la rotta e di gran fretta, se si vuole uscire dalla vera emergenza che non è certo l’insostenibilità dello <em>spread</em> o del debito italiano ma quella ecologica e sociale del nostro modello di sviluppo.<br />
E pensare che tale necessità l’aveva capita nella scorsa primavera una maggioranza assai eterogenea del popolo italiano votando <strong>Sì ai referendum</strong> su servizi pubblici locali, acqua bene comune e nucleare. Questa maggioranza, che può guidare un grande paese come l’Italia fuori dal perimetro ideologico neoliberale, mostrando che <strong>un altro modello di sviluppo è possibile</strong>, costituisce il vero nemico e spauracchio dei poteri forti globali che, battendo la bandiera dei mercati, impongono il paralizzante clima di panico e fretta col quale cerca di legittimarsi il <strong>regime Monti\Napolitano</strong>. </p></blockquote>
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		<title>Manovra</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 13:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[manovra economica]]></category>
		<category><![CDATA[spese militari]]></category>

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		<description><![CDATA[La manovra del governo Monti non mi piace. Sono andati a pescare nelle solite tasche. Non servivano professori, scienziati e grandi economisti per fare una manovra così. Bastava un tremonti qualsiasi. Ecco l&#8217;analisi e le proposte sulla manovra secondo Sbilanciamoci: www.sbilanciamoci.org/2011/12/una-manovra-senza-equita/ Per fare solo un esempio, Monti ha ignorato (o meglio: ha deciso di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La manovra del governo Monti non mi piace. Sono andati a pescare nelle solite tasche. Non servivano professori, scienziati e grandi economisti per fare una manovra così. Bastava un tremonti qualsiasi.<br />
Ecco l&#8217;analisi e le proposte sulla manovra secondo <strong>Sbilanciamoci</strong>: <a href="http://www.sbilanciamoci.org/2011/12/una-manovra-senza-equita/" title="Sbilanciamoci" target="_blank">www.sbilanciamoci.org/2011/12/una-manovra-senza-equita/</a><br />
Per fare solo un esempio, Monti ha ignorato (o meglio: ha deciso di non toccare) due voci di spesa che è particolarmente odioso che non vengano toccate in questi mesi di crisi:</p>
<ul>
<li>le <strong>spese militari</strong> (21 miliardi all&#8217;anno), alle quali si aggiungono 15 miliardi per l&#8217;acquisto di 131 cacciabombardieri F35 (lo già scritto e lo ripeto: a che servono cacciabombardieri a un Paese che ripudia la guerra? a lanciare gli aiuti umanitari con più precisione?);</li>
<li>i fondi pubblici e le esenzioni di cui gode la <strong>chiesa cattolica</strong> (<a href="http://www.icostidellachiesa.it/" title="www.icostidellachiesa.it" target="_blank">6 miliardi all&#8217;anno</a>).</li>
</ul>
<p>Ps: dimenticavo la Tav che da sola fa almeno altri 20 miliardi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La chimera di una crescita che non ci sarà</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 09:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[ilmanifesto]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui sotto riporto dal manifesto un commento di Guido Viale che mi sembra molto lucido e realistico. dal manifesto del 18/8/2011 Guido Viale L&#8217;economia del mondo verso il default La chimera di una crescita che non ci sarà, mentre i liberisti rifilano ricette senza idee Gli alti e bassi, ma sostanzialmente bassi, dei cosiddetti mercati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui sotto riporto dal <em><a href="http://www.ilmanifesto.it" target="_blank">manifesto</a></em> un commento di Guido Viale che mi sembra molto lucido e realistico.</p>
<blockquote><p>dal <em>manifesto</em> del 18/8/2011<br />
Guido Viale<br />
<em>L&#8217;economia del mondo verso il default</em><br />
<strong>La chimera di una crescita che non ci sarà, mentre i liberisti rifilano ricette senza idee</strong></p></blockquote>
<p><span id="more-1685"></span></p>
<blockquote><p>Gli alti e bassi, ma sostanzialmente bassi, dei cosiddetti mercati, ci fanno capire che nei prossimi anni, e per molto tempo ancora, non ci sarà alcune «crescita»: né in Italia (dove la manovra ha messo una pietra tombale su qualsiasi velleità di rilancio economico), né in Europa, Germania compresa: che sconterà presto il disastro a cui sta condannando metà dei suoi partner commerciali.<br />
Meno che mai negli Stati Uniti; di conseguenza soffrirà anche l&#8217;economia cinese, dove sostituire la domanda estera con quella interna non è così facile. Nemmeno il Brasile se la passerà più molto bene, mentre l&#8217;economia giapponese è scomparsa dai radar.<br />
In Italia, e in molti altri paesi senza «crescita», il pareggio di bilancio diventerà irraggiungibile: anche ridurre la spesa pubblica non basta per colmare i deficit.<br />
Così gli interessi si accumulano, anno dopo anno, e il debito cresce, facendo aumentare a sua volta i tassi, e con essi il deficit. Anche se prescritto dalla Costituzione (con una norma che seppellisce tutto il pensiero economico originale del Novecento) il pareggio di bilancio diventa una chimera.<br />
Per anni i titoli di Stato avevano offerto ai cosiddetti risparmiatori &#8211; cittadini che avevano un avanzo di reddito a disposizione &#8211; una specie di cassaforte dove mettere al sicuro il loro denaro. Ma da tempo, e soprattutto con la liberalizzazione dei mercati finanziari, quei titoli, ormai nelle mani di grandi operatori internazionali (compresi quelli che oggi gestiscono i fondi dei risparmiatori), sono stati trasformati in assets su cui lucrare, giorno per giorno, in base a variazioni dei rendimenti che chi quei titoli li ha emessi non può più controllare. Non è vero, come ci raccontano, che la spesa pubblica supera le entrate fiscali: in Italia non lo fa da tempo. Sono gli interessi accumulati ad aver portato il bilancio fuori controllo: è il meccanismo tipico dell&#8217;usura (quello dei famigerati cravattari); a cui gli Stati di quasi tutto il mondo si sono sottomessi: non per salvare se stessi, ma le banche e i fondi che detengono i loro titoli.<br />
Tuttavia la crisi finanziaria non è che un risvolto di un meccanismo economico, quello dello sviluppo &#8211; che è poi l&#8217;accumulazione del capitale &#8211; che si è inceppato; perché è anch&#8217;esso a sua volta un risvolto della crisi ambientale: il pianeta Terra non è più in grado di sostenere con le sue risorse gli attuali flussi della produzione; e meno che mai i flussi di scarti e residui &#8211; a partire dalle emissioni che alterano il clima &#8211; che accompagnano inevitabilmente uno sviluppo guidato dal profitto. «L&#8217;età della pietra &#8211; diceva lo sceicco Yamani, già ministro del petrolio dell&#8217;Arabia Saudita &#8211; non è terminata per mancanza di pietre. Nemmeno l&#8217;era del petrolio terminerà per l&#8217;esaurimento del petrolio». Non lo farà, anche se le riserve tradizionali di petrolio sono agli sgoccioli: finirà perché il petrolio, e gli altri idrocarburi, saranno sostituiti da fonti rinnovabili ed efficienza energetica; oppure perché le loro emissioni avranno provocato disastri tali da rendere il pianeta inagibile e ogni ulteriore estrazione di idrocarburi impossibile o superflua.<br />
Con il procedere della crisi, l&#8217;esito ineluttabile di uno Stato preso nella spirale di un debito insanabile come quello italiano è ciò che tutti dicono di voler evitare, ma che nessuno vuole prepararsi ad affrontare: il fallimento (default). Il problema non è il se, ma è solo il quando; e chi sarà a subirlo e chi a imporlo; e in che modo gestirlo. Il dibattito politico, se ci fosse, dovrebbe vertere su questo. Invece tutti parlano di rilanciare una crescita che non tornerà più; o che, se anche tornasse, sarà talmente stentata da non poter interrompere quella spirale infernale. Mentre si parla di &#8220;crescita&#8221; (ma di che cosa? dei saldi contabili per fare fronte al debito) qualcuno, anzi molti, si affrettano ad arraffare tutto, prima che non ci sia più niente da prendere. Proprio come i deprecati protagonisti delle rivolte inglesi; che sono al tempo stesso il prodotto di quel saccheggio e della cultura che la civiltà dei consumi e la pubblicità promuovono ogni giorno. Ma là non si tratta di rubare uno smartphone o un paio di sniker, ma di privatizzazioni, di questi tempi vere e proprie svendite; e dopo le pessime prove &#8211; in termini di tariffe e di efficienza &#8211; di tutte le privatizzazioni realizzate negli ultimi anni. E dopo che l&#8217;Italia, ma anche Berlino, ma anche Parigi, ma anche Bolivia ed Equador, si sono pronunciati contro le privatizzazioni: non solo dell&#8217;acqua, ma di tutti i servizi pubblici e i beni comuni. Ma la democrazia è da tempo incompatibile con le esigenze dei mercati. Oggi più che mai. Poi tocca alle pensioni (quelle dei poveri), ai salari, al welfare, alla sanità, alla scuola all&#8217;occupazione, al posto fisso, alle finanze dei Comuni: gli unici enti che sono, o potrebbero essere, vicini ai governati. Ovviamente è un saccheggio pericoloso: in Grecia, in Spagna, in Portogallo, in Medio Oriente &#8211; per non parlare dell&#8217;Islanda: infatti nessuno ne parla perché la strada del default è stata imboccata per scelta; e senza grandi danni, se non per i banchieri finiti in galera &#8211; domani in Italia, lavoratori e cittadini sfruttati e taglieggiati potrebbero ribellarsi. E non è detto che lo facciano in forme gentili. Londra insegna.<br />
Per fare fronte a questa eventualità &#8211; scrivono i corifei del saccheggio di Stato &#8211; ci vuole una vera leadership. Quella attuale non è all&#8217;altezza: tanto è vero che quella italiana &#8211; ma non solo quella &#8211; è stata commissariata. Ma anche quella europea, che ne ha assunto la tutela, lascia a desiderare. E nemmeno Obama naviga in buone acque. Mancano le idee e mancano gli uomini, scrive sul Corriere della Sera un alfiere del liberismo, Alberto Alesina, subito rincalzato dal suo gemello, Francesco Giavazzi, che solo tre giorni prima si era invece accontentato &#8211; su input del suo direttore &#8211; dell&#8217;«inventiva imprenditoriale» di Berlusconi. Ma di idee intanto non ne tirano fuori nemmeno una, se non la solita solfa: privatizzazioni, liberalizzazioni, tagli alla politica e alla spesa pubblica (continuano a pensare che la &#8220;crescita&#8221; sia una molla che scatta da sé); e di come e dove farle nascere non parlano nemmeno (non sarà certo la riforma Gelmini a produrre nuove idee; nemmeno quei due, che pure la esaltano, osano sostenerlo). In queste condizioni la leadership tanto invocata ha sempre di più l&#8217;aspetto di un &#8220;Uomo della Provvidenza&#8221;. Una débacle più sonora del pensiero unico liberista, che ha dominato un trentennio di disastri, e che ancora pretende di interpretare i tempi senza riuscire a comprenderli, non potrebbe esserci. Ma in questo vuoto di conoscenze (ambientali e sociali) e di pensiero strategico i rischi autoritari si moltiplicano.<br />
Davanti a noi c&#8217;è un&#8217;altra strada; perché sedi dove si producono idee le abbiamo, anche se ancora gracili: sono i mille comitati di lotta, i centri sociali, i circoli culturali, le associazioni civiche, alcune riviste, molti blog, le associazioni studentesche, le pratiche alternative dei GAS, dei DES, delle reti di insegnati, molte imprese sociali, alcune rappresentanze sindacali. Anche alcune idee importanti e condivise, nuove rispetto ai termini di un dibattito politico ormai sclerotizzato, ci sono. Sono quella dei &#8220;beni comuni&#8221;: da difendere dall&#8217;accaparramento privato e dalla gestione burocratica e corrotta degli organismi statuali attraverso forme di trasparenza integrale, di controllo dal basso e di gestione partecipata; e da estendere a tutte le risorse naturali indivisibili, ai servizi pubblici, ai saperi. E poi l&#8217;idea della territorializzazione dei rapporti economici: mercati agricoli e alimentari a chilometri zero; rapporti diretti con i fornitori che garantiscono qualità dei prodotti, dei processi e delle condizioni di lavoro; coinvolgimento di tutti gli stakeholder (lavoratori, utenti, amministrazioni locali, associazioni, centri di ricerca, imprese fornitrici e utilizzatrici) nella riconversione di produzioni in crisi, obsolete o dannose (a partire dalle armi: meno spese, meno consumo di risorse, meno guerre); e impegno in tutte le attività di salvaguardia dei territori e della loro vivibilità. Di qui la convinzione che la salvezza non verrà dalla &#8220;crescita&#8221;, che significa ogni giorno di più devastazione del pianeta, delle condizioni di vita e dei rapporti sociali; e che i vincoli imposti dai mercati &#8211; dalle parità di bilancio agli aumenti di fatturato, dal rendimento dei bot agli andamenti delle borse &#8211; non sono totem a cui ci si debba piegare. Lungo questi filoni di pensiero, e dentro queste pratiche e questi organismi, può rendere forma e formarsi una nuova classe dirigente: una cittadinanza attiva che si metta in grado di esautorare e sostituire gli uomini che oggi sono al potere, in tutti gli ambiti e a tutti i livelli, sia negli organismi statali e amministrativi, che nelle imprese: quelle che hanno sostenuto per anni Berlusconi e che oggi vogliono far pagare il costo dei loro disastri a chi non ne ha mai condiviso le responsabilità, né avrebbe potuto farlo.<br />
Ma può un movimento dal basso, fatto di organismi dispersi e pratiche differenti, governare e dirigere un processo di transizione di questa portata? Che per di più sta andando e andrà incontro a resistenze pesanti e reazioni violente? Certamente no. Nessuno, credo, prospetta una cosa simile. Ma le forze, le idee e la determinazione per intraprendere un percorso del genere non possono nascere in nessuna altra sede e in nessun altro modo. D&#8217;altronde non si tratta di processi isolati: le donne e gli uomini alla ricerca di un mondo diverso, che lo ritengono possibile, sono milioni in ogni parte della Terra. E se il processo avrà un seguito, anche molti spezzoni delle attuali classi dirigenti potranno separarsi dalla matrice in cui sono cresciute e forgiate; ma è un processo che può svilupparsi intorno a idee e sedi che oggi occorre ancora diffondere e consolidare.</p></blockquote>
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		<title>Qualche idea su dove trovare i soldi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 08:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[sbilanciamoci]]></category>
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		<description><![CDATA[La crisi continua. Siamo a rischio default. Dall&#8217;Europa arrivano indicazioni di privatizzare e vendere quel che rimane dei gioielli statali di famiglia. Il governo intanto sta cercando di finanziare una manovra in cui conta di risparmiare un po&#8217; tagliando ovunque e facendo gravare la crisi sulle spalle dei soliti. Per fare scelte migliori non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi continua. Siamo a rischio <em>default</em>. Dall&#8217;Europa arrivano indicazioni di privatizzare e vendere quel che rimane dei gioielli statali di famiglia.<br />
Il governo intanto sta cercando di finanziare una manovra in cui conta di risparmiare un po&#8217; tagliando ovunque e facendo gravare la crisi sulle spalle dei soliti.<br />
Per fare scelte migliori non ci vogliono grandi economisti. Basterebbe saper far di conto e averne la volontà.<span id="more-1658"></span><br />
Prendo in prestito i suggerimenti di <a href="http://www.sbilanciamoci.org/" target="_blank">Sbilanciamoci</a>.<br />
Intanto, si potrebbero risparmiare <strong>16 miliardi di euro</strong> evitando di comprare <strong>131 cacciabombardieri F35</strong>. Che se ne fa un paese che ripudia la guerra di 131 caccia da guerra? Per sparare gli aiuti umanitari con più precisione e più lontano? C&#8217;è una <a href="http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=82&#038;id_topic=37" target="_blank">campagna di mobilitazione e indignazione nazionale</a> su questo spreco: si può firmare anche una petizione. Con quei soldi (16 miliardi! più di 120 milioni per aereo!) si potrebbero fare milioni di altre cose più utili alla collettività. Nel 2010 il totale delle spese militari italiane è stato di circa <a href="http://www.disarmo.org/rete/a/34432.html" target="_blank">23 miliardi di euro</a>.<br />
Poi, un&#8217;altra opzione che viene suggerita è una <strong>patrimoniale</strong> seria. Sbilanciamoci propone una tassa dello 0,5% per i patrimoni superiori ai 3 milioni di euro. Direi che la maggior parte degli italiani non subirebbe alcun prelievo, ma il gettito sarebbe comunque di oltre 10 miliardi di euro.<br />
Per non parlare poi della lotta all&#8217;evasione fiscale, alla corruzione e all&#8217;economia sommersa in generale. Ma forse questo non è il Paese adatto per fare certi discorsi.</p>
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		<title>Celebrazioni</title>
		<link>http://www.eventualo.net/blog/2011/06/celebrazioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 08:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[G8]]></category>
		<category><![CDATA[notav]]></category>

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		<description><![CDATA[Manganellate e lacrimogeni per i manifestanti No-Tav. Sono iniziate le celebrazioni per il decennale del G8 di Genova.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Manganellate e lacrimogeni per i manifestanti No-Tav. Sono iniziate le celebrazioni per il decennale del G8 di Genova.</em></p>
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		<title>12 e 13 giugno</title>
		<link>http://www.eventualo.net/blog/2011/06/12-e-13-giugno/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 20:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[SI SI SI SI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul style="font: bold 50px Arial,sans-serif;">
<li style="color:#f00;display:inline-block;list-style: none !important;border:1px solid #f00">SI</li>
<li style="color:#f90;display:inline-block;list-style: none !important;border:1px solid #f90">SI</li>
<li style="color:#ccc;display:inline-block;list-style: none !important;border:1px solid #ccc">SI</li>
<li style="color:#6c0;display:inline-block;list-style: none !important;border:1px solid #6c0">SI</li>
</ul>
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		<title>120</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 13:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>

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		<description><![CDATA[A poche ore dalla risoluzione Onu sono stati lanciati oltre 120 missili americani su Tripoli. E meno male che Obama è Nobel per la Pace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A poche ore dalla risoluzione Onu sono stati lanciati oltre 120 missili americani su Tripoli. E meno male che Obama è Nobel per la Pace.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per una tesi copiata</title>
		<link>http://www.eventualo.net/blog/2011/03/per-una-tesi-copiata/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 22:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>

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		<description><![CDATA[In Germania il ministro della Difesa si è dimesso perché si è scoperto che aveva copiato la tesi di dottorato. Chissa se si può fare un accordo. Con gli scarti tedeschi verrebbe fuori sicuramente un governo italiano più degno del nostro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Germania il ministro della Difesa si è dimesso perché si è scoperto che aveva copiato la tesi di dottorato. Chissa se si può fare un accordo. Con gli scarti tedeschi verrebbe fuori sicuramente un governo italiano più degno del nostro.</p>
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		<title>Capito</title>
		<link>http://www.eventualo.net/blog/2011/02/capito/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 22:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ora ho capito l&#8217;equivoco. Non sulla Costituzione. Lui aveva giurato sulla Prostituzione.</em></p>
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		<title>Stati vegetativi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 22:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Oggi è la giornata nazionale degli stati vegetativi. Ricorrenza perfetta per una repubblica delle banane.</em></p>
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