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	<title>eventuAlo.net » blog &#187; Decrescita</title>
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	<description>un blog vario ed eventualo</description>
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		<title>La storia delle cose</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 09:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[decrestita]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio segnalare un bel video: La storia delle cose. Dura una ventina di minuti e in modo molto semplice ed efficace spiega il nostro modello di consumo. Dall&#8217;estrazione delle risorse, alla produzione delle merci, all&#8217;acquisto dei prodotti, allo smaltimento dei rifiuti. Per avere ben chiaro cosa succede tutte le volte che compriamo o gettiamo qualcosa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio segnalare un bel video: <a title="Video La storia delle cose" rel="shadowbox;width=425;height=355;" href="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-2138416794381091301&amp;hl=it&amp;fs=true&amp;autoPlay=true">La storia delle cose</a>.<br />
Dura una ventina di minuti e in modo molto semplice ed efficace spiega il nostro modello di consumo. Dall&#8217;estrazione delle risorse, alla produzione delle merci, all&#8217;acquisto dei prodotti, allo smaltimento dei rifiuti. Per avere ben chiaro cosa succede tutte le volte che compriamo o gettiamo qualcosa.<br />
Il sito di riferimento è <a title="vai al sito" href="http://www.storyofstuff.com/" target="_blank">www.storyofstuff.com</a>; il video è stato tradotto in italiano da <a title="vai al sito" href="http://www.depiliamoci.it/" target="_blank">dePILiamoci</a>.</p>
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		<title>Orto sul balcone: l&#8217;esordio</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 21:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[lattuga]]></category>
		<category><![CDATA[orto sul balcone]]></category>
		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno ho deciso di provarci. Sul mio balcone trovano ospitalità due piante di pomodoro, una quindicina di piantine di basilico e quattro lattughe. Nella foto qui accanto c&#8217;è uno splendido primo piano di un pomodoro. Dietro si intravedono le minuscole piantine di basilico e l&#8217;altro pomodoro. Le ho fatte germogliare in casa in contenitori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.eventualo.net/gallery/20080519_pomodoro.jpg" alt="pomodoro sul mio balcone" />Quest&#8217;anno ho deciso di provarci. Sul mio balcone trovano ospitalità due piante di <strong>pomodoro,</strong> una quindicina di piantine di <strong>basilico</strong> e quattro <strong>lattughe</strong>.</p>
<p>Nella foto qui accanto c&#8217;è uno splendido primo piano di un pomodoro. Dietro si intravedono le minuscole piantine di basilico e l&#8217;altro pomodoro.<br />
<span id="more-30"></span><br />
Le ho fatte germogliare in casa in contenitori di plastica (quelli del gelato o dei piatti pronti Coop) che per l&#8217;occasione si sono rivelati ottimi semenzai.</p>
<p>Dopo quasi tre settimane di crescita in casa, lo scorso weekend le ho trapiantate nei vasi e messe sul balcone. Ovviamente hanno bisogno di calore e di luce, e puntualmente da sabato non ha quasi mai smesso di piovere&#8230;</p>
<p>Il tutore di bambù che si vede in primo piano è alto 6-7 volte la piantina e simboleggia l&#8217;entusiasmo e l&#8217;ottimismo con il quale ho affrontato l&#8217;impresa. Nelle prossime settimane spero di documentare una crescita e una fruttificazione rigogliosa.</p>
<p>Per chi volesse cimentarsi (e deve farlo subito, considerato che siamo già a maggio, io stesso ho iniziato un po&#8217; in ritardo) consiglio i seguenti riferimenti: i libri <em>Coltivare l&#8217;orto sul balcone</em> e <em>Coltivare l&#8217;orto in modo sano e naturale</em> di Giunti Demetra, e il bel sito <a title="vai al sito" href="http://chiaverini.blogspot.com/" target="_blank">chiaverini.blogspot.com</a> sull&#8217;orto sul balcone (contiene indicazioni precise e foto molto belle).</p>
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		<title>Quale modello di sviluppo</title>
		<link>http://www.eventualo.net/blog/2008/02/quale-modello-di-sviluppo/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 12:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho letto due articoli in linea con quello che penso e volevo approfittarne per mettere giù qualche riga a proposito. Tra l&#8217;altro non sono neanche apparsi su fogli sovversivi e clandestini, anzi. Il primo l&#8217;ho trovato su una copia di GQ che mi è capitata in mano per caso: Moderni da morire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho letto due articoli in linea con quello che penso e volevo approfittarne per mettere giù qualche riga a proposito. Tra l&#8217;altro non sono neanche apparsi su fogli sovversivi e clandestini, anzi.</p>
<p>Il primo l&#8217;ho trovato su una copia di GQ che mi è capitata in mano per caso: <em>Moderni da morire</em> di <a title="vai al sito personale" href="http://www.alessandrorobecchi.it/" target="_blank">Alessandro Robecchi</a>. Il secondo su <em>L&#8217;Espresso</em> che ho comprato per il volume sul &#8217;68: <em>Un nuovo socialismo</em> di <a title="Wikipedia: Giorgio Bocca" rel="shadowbox;width=700;height=440;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Bocca">Giorgio Bocca</a>.<span id="more-12"></span><br />
Robecchi commenta l&#8217;uscita della nuova utilitaria indiana low-cost, la Tata Nano: solo 1.700 euro per un&#8217;auto.</p>
<blockquote><p>Sarà la 600 del boom economico indiano, ne venderanno milioni, è carina, ma ha inesorabilmente un motore a scoppio, inquina, consuma petrolio. In pratica, quando ogni indiano avrà la sua utilitaria, il pianeta starà molto peggio di oggi. [...] Chi glielo va a dire agli indiani che non possono avere la macchina se no schiattiamo tutti? È credibile che noi, dall&#8217;alto dei nostri Suv che consumano come uno Shuttle, ce la prendiamo con un proletario di Calcutta perché vuole l&#8217;utilitaria?</p></blockquote>
<p>Giorgio Bocca, pur facendo un ragionamento più centrato sul rapporto tra politica e libero mercato (si concentra sul malcostume italiano di gestire la cosa pubblica come se fosse solo un affare da cui ricavare guadagni per sè e i propri compari, ignorando l&#8217;interesse e il benessere generale), arriva alle seguenti conclusioni:</p>
<blockquote><p>A volte si ha l&#8217;impressione che si avvicini la catastrofe finale. La vergognosa vicenda napoletana di una grande città sommersa dalla spazzatura perché i furbi e i ladri per fare soldi non hanno voluto spazzarla via, indica però la via a un socialismo nuovo, non più utopico e romantico, non più evangelico e filantropico, ma da stato di necessità. Un socialismo obbligatorio che s&#8217;imporrà per la sopravvivenza, perché il mondo ha dei limiti, perché non ha più posto per tutti i desideri e tutti i soprusi.<br />
Il libero mercato sta portandoci all&#8217;autodistruzione: se non provvedi a rimuovere la tua spazzatura, te la ritrovi sulla porta di casa. Il rimedio dei ricchi di passare le loro spazzature ai poveri non è più facile e indolore.<br />
Al posto del libero mercato il socialismo della sopravvivenza arriverà, speriamo, al mercato possibile. Mettendo fine al mercato libero dell&#8217;autodistruzione, degli sprechi, dei furti, per passare al mercato ragionevole dei consumi compatibili con le risorse, del benessere esente dagli sprechi e dalle competizioni insensate. E alla rinuncia a una cultura di stampo militare, fatta di continue conquiste e di continui riarmi.</p></blockquote>
<p>Prima o poi dovremo rassegnarci all&#8217;idea che il nostro pianeta ha dei limiti e non è più il tempo per un progresso e uno sviluppo incontrollati e selvaggi, governati solo dalla logica economicista del mercato. Una logica che ha come unici criteri quelli dei profitti (alti) e dei costi (minimi) e che per questo quindi non si cura &#8211; anzi, premia &#8211; lo sfruttamento delle risorse umane e materiali, la produzione di rifiuti, in ultimo il peggioramento delle condizioni di vita generali e la compromissione della biosfera. E quando tutti i cinesi butteranno via le bici e vorranno la loro bella utilitaria economica e inquinante? Tempo fa avevo letto che se tutti gli abitanti del pianeta avessero un tenore di vita come quello degli americani (il popolo che consuma più risorse pro capite) ci vorrebbero una decina di pianeti Terra per sostenerlo.</p>
<p>Bisognerà prenderne atto e fare ognuno la propria parte per frenare e gestire questo sviluppo altrimenti incontrollato. Un buon punto di partenza è quello di cominciare a informarsi sul concetto della <a title="Wikipedia: Decrescita" rel="shadowbox;width=700;height=440;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita">decrescita</a>. Certo, dovrebbero cominciare anche i nostri governati locali, nazionali e sovranazionali; che almeno si vedano il <a title="Wikipedia: Al Gore, Una scomoda verità" rel="shadowbox;width=700;height=440;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Una_scomoda_verit%C3%A0">film documentario di Al Gore</a>.</p>
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