Risolto il problema della successione

Pubblicato domenica 1 novembre 2009 in Opinioni

L’altro giorno il presidente Berlusconi ha affermato che se dovesse essere condannato non si dimetterebbe.

A questo punto, la prossima volta mi aspetto che dica: “non mi dimetterò neanche da morto“. Risolverebbe così anche il noioso e accademico dibattito sui suoi possibili successori.

Non è un’ipotesi poi cosi utopica. Basterebbe che Berlusconi andasse da Vespa a firmare il suo testamento politico. Poi servirebbe solo una legge per decretare che alcuni uomini indicati dal parlamento non muoiono, ma la loro esistenza continua dopo il decesso e anzi migliora in qualità, e che quindi possono continuare a governare anche se il loro corpo terreno è morto. Con la maggioranza che ha adesso in parlamento Berlusconi non dovrebbe avere problemi a far approvare una legge del genere.

Il possesso dei mezzi di informazione faciliterà le opportunità di comunicazione che altrimenti sarebbero problematiche per un defunto, sebbene così potente. Berlusconi continuerà a diffondere il suo verbo tramite possessione del corpo del portavoce di turno (un Cicchitto o Capezzone qualsiasi). Non dovrà neanche più telefonare in diretta a questa o quell’altra trasmissione. Gli basterà occupare temporaneamente le spoglie terrene del conduttore per dettare la sua linea politica. Poco importa se sia davvero lui a parlare o solo un buon imitatore munito di autorizzazione parlamentare.

Finalmente sarà risolto il problema della successione a Berlusconi. Con la più ovvia delle soluzioni. Lui medesimo.

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